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Cogenerazione, appello delle associazioni al Governo
Pubblicata una lettera aperta con le richieste più urgenti per lo sviluppo
della cogenerazione e dell'efficienza in Italia
Dagli operatori della cogenerazione e dell'efficienza energetica sono arrivate
forti critiche allo schema di decreto correttivo del Dlgs 115/08, proposto dal
Governo nel dicembre scorso e ora all'esame delle Commissioni Parlamentari per
l'approvazione.
Ricordiamo che questo provvedimento, approvato in via preliminare nel corso del
Consiglio dei Ministri del 17 dicembre 2009, si propone di modificare la
normativa vigente in materia di usi finali dell'energia e di servizi energetici.
Tra i punti affrontati, la cogenerazione e i Sistemi efficienti di utenza (SEU),
cioè sistemi caratterizzati dalla presenza contemporanea di un impianto per il
consumo di un solo cliente finale e di un impianto di produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili o in assetto cogenerativo ad alto rendimento.
Su questo aspetto, il decreto prevede l'innalzamento da 10 MW a 20 MW della
soglia massima di potenza degli impianti di produzione ammessa per costituire un
SEU; inoltre, chiarisce che un Sistema efficiente di utenza ha lo stesso
trattamento di un cliente finale per quanto riguarda l'energia elettrica
prelevata e che tale trattamento deve essere previsto anche per i sistemi
esistenti, oltre che per quelli di nuova realizzazione.
Le richieste degli operatori
Per le associazioni del settore (Agesi, Assoesco, Cogena, Wade, Italcogen),
questo schema di decreto correttivo “non ha recepito aspetti fondamentali per
porre il settore in condizione di operare in modo competitivo ed in un mercato
realmente liberalizzato.” Gli operatori chiedono al Governo, in una lettera
aperta, la rimozione di qualsiasi soglia dimensionale ai Sistemi Efficienti di
produzione energetica – SEU (art.2, comma 1, lettera t, dlgs 115/2008) e
l’eliminazione di qualsiasi tipo di onere sull’energia cogenerata ad alto
rendimento (art.33, comma 5, L. 99/2009). Ritengono auspicabile la possibilità
di utilizzare la garanzia d’origine dell’energia cogenerata quale titolo di
esenzione nel nuovo meccanismo che sposta l’obbligo di acquisto dei Certificati
Verdi sui grossisti (art.27, commi 18 e 19, L. 99/2009); inoltre sollecitano
l’attuazione delle politiche europee di sviluppo della cogenerazione ad alto
rendimento disattese da ormai 7 anni (Direttiva 2004/8/CE e L. 20/2007).
Cogenerazione penalizzata
Nella missiva, indirizzata al Presidente del Consiglio e ai ministri dello
Sviluppo economico, dell'Ambiente e delle Politiche europee, si richiama
l'attenzione “sui recenti provvedimenti che, penalizzando la cogenerazione,
minano la competitività delle imprese italiane, non favoriscono lo sviluppo
dell'efficienza energetica, sono contrari alle Direttive comunitarie e mettono
in difficoltà un'intera filiera”.
Il riferimento, in particolare, è all'art. 33 della Legge 99/2009 (“Legge
Sviluppo”), che ha previsto un aumento di corrispettivi e di oneri di sistema
sull'energia elettrica prodotta e utilizzata sul posto da fonti rinnovabili e da
cogenerazione. Ciò “ha drammaticamente aggravato – si legge nella lettera - non
solo la situazione delle aziende da noi rappresentate ma, soprattutto, quella
degli utenti finali. I nuovi oneri sono insostenibili per chi ha già investito
in efficienza energetica da cogenerazione (…). L’intero settore produttivo e di
servizi (Esco) ha pagato pesantissime conseguenze a causa dei timori relativi ai
nuovi oneri imposti”.
Gli operatori considerano inoltre necessario “un intervento di razionalizzazione
del quadro normativo relativo all’efficienza energetica” e pertanto chiedono al
Governo di essere “direttamente coinvolte per esprimere pareri in sede di
redazione legislativa nel campo della cogenerazione e dell’efficienza
energetica”.
Leggi anche: “Approvato schema di decreto sull'efficienza energetica”
fonte: casa e clima
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