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Lidi leccesi, nasce il marchio di qualità
Si comincia con 57 stabilimenti. Aderiscono al Club Turismo
Salento e avranno un look omogeneo e sobrio
LECCE — Un marchio unico e un look studiato per gli
stabilimenti balneari salentini. Ci ha pensato il Club Turismo
Salento, presieduto da Mauro Della Valle, che punta al restyling
dei lidi dettando precise coordinate quanto a colore, materiali
e arredi, che saranno tali da favorire la presentazione sui
mercati internazionali di un prodotto riconoscibile per il suo
forte radicamento al territorio.
IL MODELLO -
L’imperativo categorico sarà, infatti, distinguersi attraverso
un’oculata rimodulazione dell’estetica, operazione cui è stata
chiamata a fornire un contributo importante l’Università del
Salento. Niente più fai da te, niente improvvisazione e anche le
bizzarrie saranno bandite. Dovranno sparire i colori forti per
lasciare spazio alle tonalità chiare con prevalenza del bianco.
L’utilizzo della plastica sarà ridotto al massimo, specie negli
accessori: tavoli, sedie, complementi d’arredo dovranno essere
in legno, in midollino, in giunco o in altri materiali naturali.
Scatterà il semaforo rosso anche per l’uso delle fronde di palma
per la copertura dei tetti e dei gazebo, che tanto richiamano le
lontane spiagge tropicali. A creare luoghi più autentici
aiuteranno le essenze locali, da preferire a quelle esotiche di
cui attualmente si fa largo uso. Ma la spiaggia diventerà sempre
più un posto di aggregazione anche la sera.
L’OFFERTA - Si
comincia con 57 stabilimenti, tutti associati al Club Turismo
Salento e situati sia sullo Jonio che sull’Adriatico, ai quali
se ne affiancheranno presto degli altri. Il turista non avrà a
disposizione solo ombrellone e sdraio: potrà scoprire le tante
tipicità del Salento, i profumi, i sapori, magari concedendosi
anche un massaggio distensivo. Ma la rivoluzione estetica
toccherà, gioco forza, le tasche dei gestori di stabilimenti
balneari, molti dei quali devono fare i conti con il fenomeno
dell’erosione che si è portato via chilometri di arenile da San
Cataldo a Porto Cesareo. E proprio per questo si sta pensando di
intercettare delle linee di finanziamento adeguate se fosse
impossibile avere accesso ai fondi regionali per il sostegno
alle imprese balneari. «La nostra idea è quella di costruire un
marchio unico di qualità dei servizi grazie all’apporto di
know-how da parte dell’ateneo leccese e del parco regionale di
Ugento», afferma Mauro Della Valle. E spiega: «Non si può
sfuggire da un piano del colore facendo comprendere al
concessionario che il chioschetto tavole e chiodi è ormai
superato. Lo stabilimento balneare deve poter garantire un
giorno di vacanza piena al turista. Ecco perché, accanto
all’ombrellone bisogna offrire animazione, centri benessere,
corner riservati alla cura della salute fisica con cyclette,
vogatori ed altro».
IL LOOK - Ma la
rivoluzione interesserà anche l’aspetto degli stabilimenti. «C’è
chi è convinto che bisogna assomigliare al Messico, all’Africa,
al Brasile con l’uso esagerato di piante e materiali non nostri.
Il colore preferito - anticipa Della Valle - sarà il bianco e
accanto a esso ci dovranno essere arredi in midollino o bambù.
Sicuramente puntiamo su materiali che costano più della
plastica, ma garantiamo anche un valore aggiunto alla nostra
offerta turistica. Abbiamo anche presentato un progetto per
professionalizzare ottanta ragazzi inoccupati salentini in
possesso del titolo di terza media facendoli diventare
assistenti di spiaggia e bagnini. Ciò al fine di dare sicurezza
anche alle spiagge libere spesso abbandonate a sé stesse dai
Comuni».
fonte: Antonio Della Rocca
01 febbraio 2010
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